IL SEME Cooperativa sociale ONLUS
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02
MAG
2017

Relazione al Bilancio 2016

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CRITERI SEGUITI NELLA GESTIONE SOCIALE PER IL CONSEGUIMENTO DEGLI SCOPI STATUTARI

(art. 2 L. 31.01.92 nr. 59)

ESERCIZIO XXIV

Il bilancio dell’anno 2016 presenta la situazione economica e finanziaria del ventiquattresimo esercizio amministrativo della nostra cooperativa, e quindi in questo periodo abbiamo iniziato a vivere e festeggiare il venticinquesimo anno di vita sociale.

Il contesto sociale mondiale nel quale viviamo sta attraversando cambiamenti e trasformazioni veloci, improvvise e a volte inimmaginabili, con spostamenti di popoli, masse oceaniche composte da uomini e donne e da tanti bambini che sono tutti in fuga da guerre, violenze, povertà, problemi di sopravvivenza; in questo scenario sembrano primeggiare sempre più scelte politiche orientate alla difesa dei confini, dell’individuo, della singola nazione. Si tratta di una tensione sociale che cerca una evoluzione verso una società post moderna, diversa da quella attuale con pressioni positive e negative, evolutive e involutive; una società perA? che non sta risolvendo il problema della distribuzione equa delle risorse e delle ricchezze, ma che anzi aumenta i dislivelli, e aggrava la condizione delle moltitudini; una società nella quale i poveri, i malati, i disabili, gli anziani, i bambini, le donne fanno fatica a vedere riconosciuti e rispettati i loro diritti primari e dove sono ancora pochi gli strumenti legislativi e le strutture sociali di cui hanno bisogno, e occorre sottolineare che in questa situazione non sono pochi i tentativi di smantellare o quanto meno diminuire le risorse che negli anni scorsi erano state destinate a favore dei più deboli, cosA� come sta diminuendo l’attenzione a favore dei malati e delle persone sole che vengono facilmente allontanate dalla società attiva. In questa situazione globale diventa piA? difficile trovare la pace laddove si vive in guerra da molti anni e anzi aumentano focolai di guerre nuove e diffuse, oltre al grande problema degli attentati e degli estremismi che sta attraversando i paesi europei e non solo. La ricerca della felicità e della pace, che sono un desiderio insito nel cuore di ogni uomo, trova insomma sempre più ostacoli.

Ebbene in questo contesto mondiale che sembra far prevalere il male sul bene a�� si tratta della eterna lotta che da sempre la��umanitA� A? chiamata a vivereA� e a affrontare nella vita quotidiana e nella convivenza civile a�� in questo contesto continua il lavoro silenzioso ma efficace, poco conosciuto dalle masse ma cosA� visibile dalle singole persone, povero da un punto di vista economico ma ricco di umanitA� e di solidarietA� di tante piccole o medie realtA� sociali, di tante persone che a livello individuale e di gruppo operano a favore di altre persone,A� di gruppi politici o di pensiero che portano avanti scelte coraggiose per un mondo piA? giusto, piA? rispettoso, piA? ecologico. E a�� ci permettiamo di dire a�� anche molti uomini di varie religioni e fedi stanno adoperandosi affinchA� il nostro mondo sia piA? giusto e a tutti si riconoscano i principi che ogni essere umano deve avere; primo tra tutti Papa Francesco sta alimentando nella Chiesa cattolica la lampada della pace tra i popoli, del rispetto delle persone, della tutela dei diritti, delle risposte che siamo chiamati a dare alle domande di chi ha bisogno, della vicinanza che ogni uomo A? chiamato a vivere con i propri fratelli, in primo luogo con i fratelli vicini; nel 2016 lo stesso Pontefice ci ha guidati nella strada della a�?Misericordiaa�? di cui siamo inondati da parte del Signore e che siamo chiamati a condividere con TUTTI i nostri fratelli.A� E anche attraverso le grandi braccia e il grande cuore di papa Francesco possiamo vedere sempre piA? i capi delle varie religioni nel mondo, che condividono questa tensione verso il BENE COMUNE della��umanitA� e sollecitano tutti i popoli verso la pace e la giustizia. Basterebbe rifarci ai testi ufficiali del Papa emanati in questo anno giubilare, alle sue catechesi, o ancora agli incontri che lo stesso Papa Francesco ha vissuto a Milano la scorsa settimana tra le case bianche, con i carcerati, con i ministri della Chiesa di Milano, con la��assemblea riunita a Monza e con i ragazzi a San Siro. Dai suoi incoraggiamenti e dalle sue attese a�� che partono dal lieto annuncio (Vangelo) di Cristo a�� noi riceviamo una linfa vitale per guardare al mondo con occhi di stupore e di attesa, con occhi di attenzione e di meraviglia, con occhi di amore e di donazione.

Ea�� partendo da questa prospettiva ed A? in questo contesto sociale che tutti noi insieme stiamo cercando diA� sviluppare la vita sociale della nostra cooperativa: in un contesto sociale quindi che fatica a aprire gli occhi verso la solidarietA� e nello stesso tempo vive spinte e tensioni di condivisione (c0me abbiamo scritto sopra) e nello stesso tempo cerchiamo di attingere alla ricchezza delle provocazioni di papa Francesco che ci indica con forza e affetto la via della condivisione e del prenderci cura degli altri, verso una societA� piA? giusta che cammina nel rispetto del Disegno di Amore di Dio Padre, che ci chiama tutti fratelli.

Ci sembra giusto richiamare in questa relazione anche il testo del paragrafo 290 della esortazione apostolica Amoris Laetitia che ci ha guidato nella stesura del bilancio precedente, per sottolineare che anche durante questo anno sociale siamo stati chiamati a vivere i valori richiamati in questo testo, ricordando che la nostra cooperativa A? come una famiglia composta da tante famigliea�? (definizione cara a San Giovanni Paolo II), e naturalmente ognuno di noi A? invitato a rileggere il proprio lavoro alla luce dei contenuti di questa frase:

A�La famiglia si costituisce cosA� come soggetto della��azione pastorale attraverso la��annuncio esplicito del Vangelo e la��ereditA� di molteplici forme di testimonianza: la solidarietA� verso i poveri, la��apertura alla diversitA� delle persone, la custodia del creato, la solidarietA� morale e materiale verso le altre famiglie soprattutto verso le piA? bisognose, la��impegno per la promozione del bene comune anche mediante la trasformazione delle strutture sociali ingiuste, a partire dal territorio nel quale essa vive, praticando le opere di misericordia corporale e spiritualeA�

A�

Questa frase richiama la��articolo 3 del nostro statuto che dice: a�?La Cooperativa, conformemente alla legge 381/91, non ha scopo di lucro; suo fine A? il perseguimento della��interesse generale della comunitA� alla promozione umana e alla��integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi ai sensi della��art. 1 lettera a) della legge 381/9a�?.

A? importante ricordare che lo scopo della cooperativa A? quello della��interesse generale di tutti verso la promozione umana e la��integrazione sociale dei cittadini in un contesto definito COMUNITAa��. La solidarietA� A? chiamata ad essere il cuore per ogni a��azione quotidiana, semplice o complessa, verso ogni persona che vive vicino a te, in contesti quindi di mutualitA� interna alla cooperativa e esterna alla stessa.A� Dunque tutti gli operatori (soci lavoratori, dipendenti, liberi professionisti, volontari, responsabili, amici, sostenitori) vivono la condivisione, la cura, le attenzioni, la professionalitA�, la libertA�, la disponibilitA� libera, insomma il servizio a favore della��altro che A? vicino a te sia come collega sia come amico, sia come persona che hai in cura sia come responsabile.

Ebbene, in questo contesto sociale, ma con questi principi che ci guidano, ha trovato spazio negli scorsi anni il disegno e il progetto di realizzare proprio durante questo esercizio una struttura nuova a favore dei bambini e degli adolescenti che da anni ci vengono affidati.A� A? una sfida a tutti i livelli, A? un progetto di qualitA�, A? un impegno economico e finanziario che ci ha visti protagonisti sia negli anni di preparazione sia nella fase della costruzione (ottobre 2015 a�� gennaio 2017); siamo riusciti a costruire un edificio di cui siamo fieri, frutto di un lavoro di studio, ricerca, accordi, delibere, proiezioni, scelte maturati nel corso degli ultimi cinque anni. Questo edificio ora A? pronto per accogliere i ragazzi che ci vengono affidati, per cui verranno accolti in un ambiente adeguato, moderno, con impianti che possono garantire ottime condizioni di vita, un ambiente curato anche dal punto di vista estetico.A� Un edificio che a�� come abbiamo detto durante la��inaugurazione a�� non A? di proprietA� privata della cooperativa ma viene offerto dalla cooperativa al territorio per un servizio di qualitA� a favore appunto dei piccoli che hanno bisogno di cure specifiche. Costruire e quindi impegnare i nostri fondi oltre a accendere nuovi finanziamenti in questo decennio nel quale gli investimenti nel sociale non trovano generalmente risorse e sostegno A? stata una scelta non facile, ma di fronte alle necessitA� e ai bisogni di tanti minori, abbiamo accettato la sfida, e dobbiamo riconoscere che questa opera la��abbiamo potuta portare avanti grazie a un sostegno (a tutti i livelli) che ha superato anche la nostra immaginazione.

Infatti non sarebbe mai bastata la volontA� e la forza della nostra cooperativa per realizzare quanto fatto: abbiamo avuto moltissimo sostegno sia a livello economico, sia a livello finanziario, sia a livello tecnico, sia da parte dei fornitori, sia da parte di molti singoli e famiglie e aziende e gruppi che ci hanno sostenuti e spinti a andare avanti: complessivamente possiamo dire che siamo stati sostenuti da piA? di 250 persone. Per questo nella inaugurazione abbiamo trasformato la frase che avevamo utilizzato per la posa della prima pietra a�?Con te un piccolo seme diventa grandea�? nella nuova frase: a�?CON TE SIAMO DIVENTATI TUTTI PIUa�� GRANDIa�? noi e voi, intendendo che con questa grande operazione immobiliare abbiamo raggiunto risultati tutti, sia noi della cooperativa sia tutti quanti ci hanno sostenuti.

 

E ora alcuni commenti diretti al bilancio:

  1. La situazione patrimoniale presenta una evidente variazione relativa alla costruzione di Via Alpi che alla data del 31 dicembre superava il costo di due milioni di euro: nei primi mesi del 2017 abbiamo concluso i lavori procedendo oi alla Inaugurazione ufficiale e alla��utilizzo parziale della struttura giA� a partire dalla��inizio di febbraio. Lo stesso stato patrimoniale conferma la regolaritA� dei pagamenti delle varie rate dei mutui accesi negli anni scorsi, la��utilizzo di buona parte della liquiditA� accantonata negli anni precedenti proprio per il cantiere di Via Alpi e la��accensione di nuovi finanziamenti sempre per il cantiere aperto. Le altre voci dello stato patrimoniale confermano la soliditA� patrimoniale frutto del lavoro di 24 anni di cooperazione sociale.
  2. Il conto economico essenzialmente presenta la continuitA� e la conferma dei vari servizi da anni garantiti, ivi incluso il a�?progetto sperimentalea�? iniziato nel 2013 e che ci si augura raggiunga la messa a regime prossimamente. La lieve flessione dei ricavi (-2,73%) A? dovuta alla��assoggettamento alla��iva alle nostre prestazioni per cui relativamente a quanto contrattualizzato con la Ats, essendo stati confermati i singoli budget, abbiamo dovuto decurtare la��Iva pari al 5 per cento dagli stessi budget, inoltre durante il 2016 non abbiamo programmato altri corsi di formazione per esterni. A�Relativamente agli a�?altri ricavi e proventia�? rileviamo un notevole aumento (+74,73%) di offerte e sostegno economico elargito a nostro favore durante questo anno che abbiamo utilizzato per il mantenimento dei servizi in essere, mentre le offerte ricevute ai fini della costruzione di Via Alpi sono state imputate nel conto patrimoniale al conto a�?risconti passivi per il nuovo CRSa�?.

Complessivamente dunque i ricavi hanno avuto un incremento pari a 1,01 per cento.

Relativamente ai costi evidenziamo una sostanziale paritA� di importi se confrontati con il bilancio della��esercizio precedente, con una diminuzione di costi relativamente ad alcune voci (costi per servizi, costi per utenze, costi per manutenzione di macchinari, gestione veicoli aziendali, spese amministrative, prestazioni di lavoro non dipendente), ma altrettanto evidenti aumenti per altri costi (acquisto di beni, costi per canoni e licenze software, oneri finanziari e ammortamenti), e significativo resta la��aumento del costo del personale, aumento dovuto in gran parte a costi sostenuti a favore delle attese e vitali maternitA� delle nostre lavoratrici e a qualche malattia anche significativa di nostri lavoratori ai quali va il nostro affetto e una attenzione continua, oltre alla garanzia del posto di lavoro anche a fronte di malattie superiori ai limiti previsti dal contratto di lavoro.

Abbiamo avuto maggiore linearitA� in alcuni servizi, che presentano un bilancio economico essenzialmente in pareggio, mentre A? ancora in perdita il bilancio della comunitA�.

Il risultato economico non positivo A? dovuto in gran parte alla perdita non prevista dovuta alla��Iva che ha decurtato i nostri ricavi come detto sopra.A� I dati economici e sociali che presentiamo sono frutto del lavoro di piA? di 120 persone (tra soci-lavoratori, dipendenti e liberi professionisti), della��opera dei volontari, del sostegno della popolazione, del grande lavoro sviluppato con gli enti pubblici.

Anche il 2016 quindi ha visto come protagonisti tante figure professionali e no, volontari e famiglie, tante novitA�, tante doti, alcuni problemi di salute e malattia, oltre al saluto finale a qualche amico che ci ha lasciato.

Abbiamo come sempre cercato di lavorare nello spirito della mutualitA�, della solidarietA�, della democraticitA�, della��impegno, delle responsabilitA� gestite dal Consiglio di Amministrazione e dai soci. Ci si A? mossi in sintesi cercando di confermare il legame attivo con il territorio e mantenendo un equilibrato rapporto con le istituzioni pubbliche.

Riteniamo importante riportare qui il pensiero con il quale il nostro presidente ha concluso il discorso tenuto alla inaugurazione del nuovo centro di via Alpi:

a�?un ultimo pensiero: Il nostro nome A? a�?IL SEMEa�?, il 14 giugno 2015 abbiamo posto la prima pietra in realtA� piantando un ulivo, e ora vedete al centro del nostro ingresso una pianta di Ulivo ben curata e sviluppata. Un poa�� come se potessimo dire che ora siamo un poa�� meno seme e un poa�� piA? ULIVO.A� E i giardinieri nei giorni scorsi mi dicevano che verranno loro a potarlo, a curarlo, a insegnarci a prenderci cura del nostro ulivo.A� Ebbene questa immagine che mi hanno suggerito i giardinieri mi serve per esprimere questo pensiero: NOI ORA SIAMO UN SEME CHE STA DANDO FRUTTI, ebbene occorre ripensare alla cura della nostra pianta (cooperativa):

  • RADICI: Dobbiamo ricordare sempre le nostre origini, le nostre finalitA�, i nostri fondamenti. Come ogni albero abbiamo bisogno che le nostre radici siano alimentate: da chi? Prima di tutti da chi ci ha donato la vita, e cioA? da Dio nostro Padre, Padre di tutti, e poi dalla vita in comunitA� (stare insieme nel modo vero), e dalla nostra professionalitA�.
  • TRONCO O FUSTO: la continuitA�, la capacitA� di andare sempre avanti, il desiderio di restare anche lA� dove ca��A? la sofferenza, la��ingiustizia, la solitudine, la morte. Questo A? il nostro 25mo anno di vita sociale, dobbiamo avere cura del nostro a�?troncoa�?, della nostra fedeltA� ai nostri principi di cooperativa.
  • LE FRONDE: possiamo pensare ai nostri servizi come fronde che diventano a�?casaa�? per molti bambini, adolescenti, adulti, anziania��, alla accoglienza, alla��ascolto, al prenderci cura a favore dei piA? deboli.
  • I FRUTTI: frutto della��Ulivo A? la��oliva da cui traiamo la��OLIO. Mi viene in mente la��olio REGALE, un re quando veniva incoronato veniva unto con la��OLIO. Ebbene il nostro lavoro possa essere OLIO REGALE sulla fronte dei nostri bambini e adolescenti e adulti.A� Il bambino che hai davanti, riceva da te la��olio regale, la��olio salutare, la��olio che rende forte.

Riassumo i pensieri:

LO STUPORE PER QUESTO RISULTATO

LA PROVVIDENZA CHE HA IL VOLTO DI PIU’ DI DUECENTOCINQUANTA PERSONE

LA COMUNITAa�� CON LA QUALE ABBIAMO COSTRUITO E ALLA QUALE CONSEGNAMO QUESTO SERVIZIO A FAVORE DEI BAMBINI E ADOLESCENTI.

LO STUPORE, LA PROVVIDENZA, LA COMUNITAa�� HANNO FATTO NASCERE E CRESCERE UN GRANDE ALBERO A SERVIZIO DELLE PERSONE, UN ALBERO CHE Ea�� STATO SEMINATO DA DIO e che ora noi dobbiamo curare e far sviluppare.

GRAZIE A DIO E GRAZIE A TUTTI VOIa�?

 

Cardano al Campo, 30 marzo 2017

 

 

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